Ricerca Di Equazioni Nel Campo Reale

  Un problema molto importante dell’analisi matematica � quello di trovare radici di equazioni .
  Noi supporremo di considerare funzioni reali f(x):R� R ,voglio trovare una soluzione per f(x):=0.
  Effettueremo un ragionamento che parte dal supporre che esista almeno una soluzione e che f(x) sia continua e derivabile . Come riusciremo ben a comprendere in seguito tutti gli algoritmi che studieremo si basano sull’iterazione in quanto i metodi diretti sono di interesse solo nei casi pi� semplici (fino al secondo grado). A lezione ci siamo accorti che i metodi iterativi presentavano dei problemi :

  1-La procedura deve essere ben definita (la successione delle iterate deve rimanere nel dominio
      della funzione di iterazione)
  2-Il metodo deve convergere
  3-Il costo della procedura non deve essere alto(in termini di tempo)

  Prima di svolgere l’esercizio disegneremo sempre in grafico della funzione f(x) per capire approssimativamente dove i suoi zeri sono localizzati , questo ci serve anche per vedere che la procedura da noi realizzata funzioni correttamente dandoci per risultati i valori aspettati.
  Un’altra ipotesi che facciamo � che sia possibile separare le radici , cio� che sia possibile costruire intervalli privi a 2 a 2 di punti in comune altrimenti il metodo iterativo pu� fallire . In questo contesto possiamo considerare :
  1--Il metodo iterativo ;
   2--Il metodo di Newton ( o della tangente);
   3--Il metodo delle secanti ;
   4--Il metodo della dicotomia ;
   5--Il metodo delle rette parallele;
  Il metodo da usare dipende dal fatto che interessino tutte le radici di una particolare equazione o solo alcune , che le radici siano reali o complesse , semplici o multiple , che si possieda una prima approssimazione o no , e cos� via .
  Ma andiamo con ordine:
 
 

1. Il metodo iterativo

  Risolve eq. del tipo x :=F(x) per mezzo della formula di ricorrenza

  La quale converge ad una radice se   L’errore dove r � la radice esatta , ha la propriet� :

  Comprendiamo quindi che ad ogni iterazione l’errore si riduce di un fattore prossimo ad F’(r).
  Se F’(r) � prossimo all’unit� allora ci vorranno un gran numero di iterazioni per ridurre l’errore
  Ci� causa di una lenta convergenza.
 

Esercizio

2. Il metodo di Newton (o delle tangenti)

  Supponiamo di porci nelle ipotesi sopra esposte. Il metodo delle tangenti ha un immediata interpretazione geometrica ,infatti esso corrisponde ad usare la retta tangente alla nostra funzione y=f(x) nel punto al posto della curva

  Pertanto questa � la formula ricorsiva che il metodo di Newton usa per risolversi.Questo metodo � migliore del precedente in quanto converge pi� rapidamente e di solitoraggiunge lo scopo ; esso � caratterizzato da un errore del tipo:

  Questa espressione � nota come convergenza quadratica e testimonia quanto sopra detto infatti
  Mostra che il numero di cifre esatte si raddoppia quasi ad ogni iterazione.
 

Esercizio

3. Il metodo delle secanti

  Differentemente dal primo questo metodo non richiede di determinare derivate . Il metodo consiste nel fornire due stime iniziali x0 e x1 e poi calcolare la successione:

  Dove   Da osservare che geometricamente il punto     � lo zero della retta passante per i punti


Esercizio

4. Il metodo della dicotomia

  Questo metodo consiste nel focalizzare le radici della nostra equazione mediante la tabulazione della funzione stessa. Supponiamo di aver trovato che la radice della nostra equazione cada all’interno dell’intervallo [a,b] suddivideremo ancora questo intervallo in sottointervalli ancora pi� piccoli , la radice della nostra equazione cade ora all’interno di [c,d] .Procederemo con il ragionamento sopra enunciato fino a quando non si raggiunge il grado di approssimazione voluto o il sistema non si blocchi

Esercizio

5. Il metodo delle rette parallele

  Tale metodo consiste nel costruire una retta con coefficiente angolare fisso che parte ogni volta da un punto diverso. Iniziamo con quello d’intersezione con l’asse e costruiamo una retta con lo stesso coefficiente. Pongo

  La retta che si costruisce �

  Ponendo y=0 otteniamo la formula ricorrente per il metodo delle rette parallele


Esercizio

IMPLEMENTAZIONI

  Per comprendere meglio la validit� dei cinque metodi sopra esposti abbiamo elaborato altre e tante funzioni eseguite da Mathematica 3.0 .  Ogni funzione � stata strutturata in modo da poter scegliere il numero di iterazioni e la precisione interna; le variabili sono state dichiarate localmente, per poterne aumentare la esportabilit�.
  Il range su cui sono state fatte lavorare le singole procedure � stato determinato per via grafica ed � lo stesso per tutte e cinque.
  Infine, risultati sono stati importati in Execel 97 per una migliore analisi e veste grafica.
  Esaminiamo i vari casi

1-Nell’anno 1225 Leonardo Pisano Studi� l’equazione :

e ricav� x=1,368808107 .Nessuno conosce con quale metodo Leonardo trov� questo valore, ma � un risultato notevole per il suo tempo. Abbiamo voluto verificare la bont� del risultato attraverso Mathematica 3.0 ;ogni funzione � stata iterata ventiquattro volte e la precisione del risultato � stata fissata a dodici cifre decimali. Come si pu� vedere, ed era prevedibile, il metodo pi� efficiente � risultato quello di Newton che con solo
quattro iterazioni ci fornisce la soluzione che trov� Pisano.
 
 


 

2-Calcoliamo una radici dell’equazione

come � possibile vedere dal grafico l’equazione presenta una soluzione nell’intervallo (1,2) .
La funzione built-in di Mathematica FindRoot ci d� come risultato:{x->1,49730045247996219} e anche questa volta l’algoritmo di Newton � risultato pi� accurato.
 


 

3- Ed infine consideriamo la funzione trascendente :

ricavando sempre dal grafico gli estremi di interesse; FindRoot ci d� come soluzione
{x->2,64549772280714057}.
 


 
 



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